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singola testata | Stampa clandestina

IL PATRIOTA DELLA VAL D’AOSTA


Luogo:
Cogne
Regione:
Valle d'Aosta
Data inizio:
31 agosto 1944
Data fine:
13 ottobre 1944
Tipologia:
militare,politica
Appartenenza politica:
comunista
Numero pezzi:
13
BID:
TO01260172

Scheda storica

La testata, che si pone come continuatrice de “Il Garibaldino”, nasce il 31 agosto 1944, in concomitanza con la costituzione a Cogne del nuovo Comando di Zona, sotto la direzione del generale Emilio Magliano (Arnaud), azionista, generale degli Alpini, Comandante della zona partigiana piemontese – Valle d’Aosta dal 4 settembre al 28 ottobre.
Dal 6 settembre 1944 è organo ufficiale del Comando di Zona.
Redattore responsabile è inizialmente Giulio Einaudi (Riccardo), già esule a Losanna, dove contribuisce alla rivista “Italia all’Armi!”, rivolta ai rifugiati italiani, e successivamente Capo della Sezione Stampa e Propaganda del Comando di Zona di Cogne (dal 6 settembre 1944 fino all’autunno dello stesso anno, quando i membri comunisti ne vengono estromessi).
Saverio Tutino (Nerio), commissario politico della LXXVI Brigata Garibaldi e poi della VII Divisione Garibaldi Aosta, assume la direzione dal 23 settembre, a causa della partenza di Einaudi per una missione in Francia.
Tra i collaboratori si segnalano Saverio Tutino (poi direttore), Renata Aldrovandi, Gianfranco Sarfatti (Galdo), già organizzatore del PCI in Svizzera e commissario politico, Ugo Pecchioli, capo di stato maggiore della LXXVII brigata Garibaldi Titala, Gabriele Sicurani (Gabriani), Giulio Dolchi (Dudo), membro della banda Arturo Verraz, tutti rientrati dai campi in Svizzera grazie all’intervento dell’organizzazione clandestina del Partito comunista.
La testata, dattiloscritta, viene stampata a Cogne - zona libera dal 5 luglio all’autunno 1944 - dove viene esposta nella bacheca cittadina e da qui diffusa nelle fabbriche e miniere e inviata ai distaccamenti della Media e Alta Valle d’Aosta, poi incaricati di affiggerne copia nelle piazze e discuterne con gli abitanti nelle riunioni serali.
Esce per 13 numeri, in due pagine, con articoli non firmati.
Tra il 30 settembre e il 12 ottobre si registra una pausa, dove probabilmente anche a una polemica interna sul ruolo della propaganda. Il n. 13 del 12 ottobre 1944 rappresenta probabilmente l’ultimo, per la partenza di Tutino da Cogne per la valle di Gressoney e per la controffensiva tedesca che porta il comando a spostarsi a Valtournenche.
La testata è caratterizzata, soprattutto nel periodo iniziale, sia da un orientamento favorevole al PCI che da un’impronta unitaria e ciellenistica. Sotto la direzione di Tutino, nella persistenza della linea unitarista, l’orientamento comunista del foglio viene accentuato, anche in polemica con il Comando di Zona.
Tra gli argomenti trattati si segnalano temi sia legati alla lotta di liberazione locale, che a questioni politiche più generali, traendo anche ispirazione dalle riflessioni degli elementi politicamente più impegnati della banda comunista Arturo Verraz. La testata si esprime a favore dell’autonomia regionale come diritto positivo da riconoscere sia alla Valle d’Aosta che su scala nazionale, che dovrebbe necessariamente coincidere con un ciclo di riforme economiche e sociali tese a coinvolgere le forze popolari e i rappresentanti del mondo del lavoro, in opposizione a interessi corporativistici centrali. Il giornale, che contribuisce alla diffusione delle notizie di Radio Londra, prende posizione a favore di un futuro sistema repubblicano. Il n. 7 dell’11 settembre 1944 contiene l’articolo “Italia e Francia” – poi ripreso dal quindicinale “L’Appello” promosso dal PCI per i rifugiati in Svizzera –, nel quale viene commentata la cooperazione militare tra Francia e Italia.

Bibliografia
M. Cuaz, P. Momigliano Levi, T. Omezzoli, M. Scavino, Giornali in Valle d’Aosta 1841-1948, tomo secondo, Aosta, Le Château, 1998.
R. Nicco, La Resistenza in Valle d’Aosta, Aosta, Musumeci Editore – Istituto Storico della Resistenza in Valle d’Aosta, 1990.
M. Sarfatti, Gaddo e gli altri “svizzeri”. Storie della Resistenza in Valle d’Aosta, Aosta, a cura dell’Istituto Storico della Resistenza in Valle d’Aosta, 1981.

Autore della scheda: Francesca Rolandi

Numeri disponibili

1944

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