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singola testata | Stampa clandestina

IL PARTIGIANO ALPINO

organo delle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà 


Regione:
Piemonte
Data inizio:
1944
Data fine:
15 marzo 1945
Tipologia:
militare
Appartenenza politica:
azionista
Gruppo militare:
GL
Numero pezzi:
10
BID:
TO00190736

Scheda storica

Il giornale nasce nel febbraio 1944 come organo delle formazioni GL (legate al Partito d’azione) del Piemonte, per iniziativa dei componenti del Comitato militare regionale del partito. Tra questi, Paolo Braccini, Sandro Delmastro, Guglielmo (Willy) Jervis e Tancredi (Duccio) Galimberti, caduti nel corso della lotta (il 5 aprile 1944 i primi due, rispettivamente a Torino e Cuneo; il 5 agosto 1944 il terzo; il 3 dicembre 1944 l’ultimo, al quale - divenuto comandante regionale delle GL - è dedicato un numero speciale con data 15 dicembre) non hanno modo di vedere lo sviluppo della testata, che esce per un totale di 10 numeri, con periodicità variabile, fino al marzo 1945.
Stampato in tipografie diverse, distribuito attraverso un sistema di staffette collegate con le zone di insediamento delle diverse GL piemontesi, il giornale si compone di due pagine e presenta articoli non firmati; unica eccezione in questo senso, l’editoriale Il nostro esercito comparso sul numero del febbraio 1945 (il primo dell’annata) ripreso da “Quelli della montagna” (testata della I Divisione alpina GL), a firma Barone Leutrum, ovvero Dante Livio Bianco che proprio in quel mese assume il comando militare delle formazioni GL regionali.
“Il partigiano alpino” viene ideato con l’esplicito obiettivo di fornire ai partigiani un organo di stampa accessibile e con linguaggio diretto, a causa delle constatate difficoltà incontrate in montagna nella fruizione di altre testate espressione del Pda, come “L’Italia libera” e “Voci d’officina”. E non a caso, il Comando regionale sollecita costantemente le formazioni stesse a inviare lettere e relazioni che possano diventare contributi utili per il giornale. La testata intende fornire una preparazione politica di base ai combattenti, e per questo affronta in ciascun numero il significato della lotta che si sta conducendo, declinandolo nelle principali questioni del movimento partigiano: il ruolo della Resistenza nell’Italia occupata nel quadro della situazione politica nazionale; il rapporto con il movimento partigiano francese e più in generale europeo; il ruolo dei commissari politici; e, con il procedere dei mesi, la pianurizzazione, l’unificazione delle formazioni, la preparazione dell’insurrezione.
La trattazione di questi temi di ampia rilevanza per la guerra partigiana si salda, a partire dal n. 3 - nel quale scompare dalla testata il richiamo esplicito del sottotitolo alle formazioni GL - con la volontà di tentare un dialogo con gli uomini armi al di là delle appartenenze politiche e di formazione, guardando a un possibile ampliamento dell’influenza delle GL stesse, che restano in ogni caso al centro dell’attenzione. Permane invece stabilmente - oltre che nel nome, nel disegno che correda la testata (un cappello con la penna sul profilo di un monte) - il richiamo alla tradizione degli alpini; è un modo per sottolineare e rafforzare l’idea di un radicamento locale delle formazioni, non di un’opzione militarista, come del resto chiariscono i riferimenti critici alle gerarchie militari e alla monarchia.
La consapevolezza del ruolo che ha il radicamento locale delle formazioni occupa un posto centrale: con la pubblicazione si intende raggiungere i differenti reparti - dalla primavera estate organizzati in divisioni e brigate - che agiscono con forte autonomia, resa urgente del resto dalle necessità militari della lotta, e nello stesso tempo rivolgersi alle popolazioni locali e coinvolgerle. Vanno in questa direzione le notizie presenti in ogni numero (per la gran parte strutturate nella rubrica “Bollettino della guerra partigiana”) sulle azioni compiute dalle diverse divisioni che vi si radicano, sia i ricordi e i ritratti costantemente dedicati ai caduti partigiani. Nel contempo, entrambi gli spazi oltre a cercare di interessare le differenti articolazioni delle GL riconoscendone l’autonomia, intendono consolidare in ciascuna di esse la consapevolezza di appartenere a un movimento più vasto e saldamente organizzato.

Bibliografia:
- E. Castellani, Stampa partigiana delle G.L. piemontesi, in “Nuovi Quaderni di Giustizia e Libertà”, nn.5-6, gennaio-agosto 1945, pp. 193-194;
- Dizionario della Resistenza, vol. II, Einaudi, 2001, p. 356;
- G. Agosti e D.L. Bianco, Un’amicizia partigiana. Lettere 1943-1945, Bollati Boringhieri 2007, passim.

Sottotitoli del periodico: organo delle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà 

Autore della scheda: Chiara Colombini

Numeri disponibili

1944

Numero 2, anno 1Leggi il numero -->
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agosto . Numero 4, anno 1Leggi il numero -->
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ottobre . Numero 5, anno [1]Leggi il numero -->
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dicembre . Numero 6, anno 1Leggi il numero -->
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15 dicembre . Numero specialeLeggi il numero -->
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1945

febbraio . Numero 1, anno 2Leggi il numero -->
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marzo . Numero 2, anno 2Leggi il numero -->
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15 marzo . Numero 3, anno 2Leggi il numero -->
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